Acquistare una casa all’Estero, cresce la voglia di Brasile

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Cresce la voglia degli italiani di comprare casa all’ estero. Lo sottolinea il sito Immobiliare.it che ha registrato tra gennaio e giugno 2012 un incremento di interesse in particolari aree fuori dai confini italiani. Più 12% per la Costa Azzurra con Nizza in testa, facilmente raggiungibile in aereo, ma anche in treno. Bene anche gli Stati Uniti con un +9% anche se la risalita del dollaro non facilita gli investimenti. Su del 7% anche la Spagna e del 6% Berlino e Londra. Ma è il Brasile ad attrarre tantissimi italiani con un +22% nelle compravendite.
Strangolati quindi dalle tasse, su una casa data in locazione si deve pagare il 21% sull’ affitto percepito con il metodo della cedolare secca ed il 10,6 per mille sulla rendita catastale per l’Imu seconda casa, gli italiani cercano di mettere a reddito i loro risparmi acquistando un immobile all’estero.
Le insidie però sono tante. In Brasile per l’acquisto di una casa di paga circa il 3% del prezzo (tassa ITBI) e tra lo 0,5 e 1,5% annuo per l’IPTU (Imposto sorbe a Propriedade Predial e Territorial Urbana), in Italia invece per l’acquisto come seconda casa il 10% e poi c’è la famigerata Imu che varia a seconda della rednita catastale dell’ immobile. Qui, sul sito delle Finanze Brasiliano, si può fare una simulazione delle tasse che si pagano in Brasile, ma se siete residenti in Italia le entrate della casa all’estero vanno denunciate da noi con il quadro RW del modello unico.  Bisogna poi affidarsi ad un’agenzia che gestisce le pratiche e la riscossione (mediamente in Brasile si prendono dal 6 al 7% dell’affitto mensile).

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