Passaggio tra mutuo a tasso variabile e fisso obbligatorio nel 2011

Passare da un mutuo a tasso variabile ad un altro a tasso fisso e rinegoziare la rata si potrà fare a partire dalle prossime settimane di maggio 2011 ed entro il 31 dicembre 2012. Sono le novità introdotte con nella bozza del cosiddetto decreto sviluppo che oggi sarà all’esame del Consiglio dei ministri. In passato il passaggio era facoltativo per le banche con il nuovo intervento governativo diventa obbligatorio.

Requisiti per richiedere il passaggio da mutuo variabile a fisso:
non bisogna essere in ritardo nei pagamenti e l’importo totale del mutuo, non la parte rimanente, deve essere pari o inferiore a 150 mila euro, dedicata all’acquisto o la ristrutturazione di unità immobiliari adibite ad abitazione a condizione che il soggetto richiedente presenti una attestazione Isee non superiore a 30 mila euro.

Quanto si paga di differenza nel passaggio tasso variabile-fisso:
ovviamente la rata mensile sarà più alta nel passaggio anche se si può allungare la scadenza del mutuo per un massimo di 5 anni a patto che il mutuo non duri più di 25 anni. La valutazione è quindi soggettiva. Il nuovo importo mensile sarà calcolato in base al minore tra il tasso IRS, interest rate swap, a 10 anni (al momento al 3,57%) e quello di scadenza pari alla durata residua del mutuo. A questo si aggiunge un spread pari a quello del vecchio mutuo.

Fondo di solidarietà per la sospensione dei mutui, al via dal 2 settembre

In fondo di solidarietà per la sospensione mutui attivo a partire dal 2 settembre 2010 le cui norme sono state pubblicate nella gazzetta ufficiale del 18 agosto deve essere allargato ed ampliato a piu’ famiglie. Lo chiedono le associazione dei consumatori Adoc, Cittadinanzattiva e Adiconsum che sottolineano come “un ampliamento della dotazione del Fondo, l’allargamento delle famiglie che possono accedervi, un innalzamento della soglia di reddito annuale massimo per averne diritto” siano necessari. Le banche che dovrebbero provvedere alla sospensione nel frattempo sono in attesa di ricevere da parte del dipartimento del Tesoro una circolare che spieghi meglio le regole per assicurare la giusta sospensione.
Al momento per accedere alla sospensione del mutuo di un massimo di 250mila euro per la prima casa il richiedente non deve superare un redditto Isee annuo di 30 mila euro ed aver perso il posto di lavoro.