Cresce la disoccupazione, migliore regione per il lavoro:Emila-Romagna, Bologna in testa
Apr 27, 2009 economia italia
Torna a crescere la disoccupazione in Italia, a fine 2008 al 6,7% su base nazionale. Lo dice l’Istat che ha presentato i dati relativi a disoccupazione, occupazione e attività in Italia nel 2008. Nel 2008, nella classe di età 15-64 anni il tasso di occupazione – ovvero il rapporto tra gli occupati e la popolazione di 15-64 anni – si attesta a livello nazionale al 58,7%, appena 0,1 decimi di punto percentuale in più rispetto al 2007. A livello regionale, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta presentano i tassi di occupazione più alti (rispettivamente 70,2%, 68,6% e 67,9%) Campania (42,5%), Sicilia e Calabria (44,1% in entrambi i casi) quelli più bassi. In confronto al 2007, la graduatoria delle regioni nel 2008 registra qualche modifica per le regioni del Centro-nord, in particolare per l’Umbria che sale dalla decima alla sesta posizione e per il Piemonte che scende dalla settima alla nona; rimane invariata per quelle meridionali.Resta comunque stabile nel biennio 2007-2008 il gruppo delle cinque regioni con i tassi di occupazione rispettivamente più alti e più bassi.
Nel 2008 i tassi di occupazione femminile più elevati si registrano in Emilia-Romagna, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige; nella prima e nella terza di queste regioni si segnalano i tassi più alti anche per gli uomini.
In tutte le regioni meridionali i tassi di occupazione delle donne sono contenuti e in ogni caso inferiori alla media nazionale. La quota di donne tra i 15 e i 64 anni occupate in Campania (27,3%), Sicilia (29,1%), Puglia (30,2%) e Calabria (30,8%) è inferiore per oltre la metà a quella dell’Emilia-Romagna. In Emilia Romagna e Trentino-Alto Adige sono occupati poco meno di otto uomini ogni dieci tra i 15 e i 65 anni; in Calabria, Campania e Sicilia circa sei ogni dieci. Con l’eccezione del Molise, i tassi di occupazione maschile delle restanti regioni del Mezzogiorno presentano nel 2008 valori inferiori a quelli di un anno prima.A livello provinciale (Tavole 2 e 3), i tassi di occupazione più elevati si registrano a Bologna (72,4%), Reggio Emilia (71,8%), Modena e Parma (71,1%). Con l’esclusione di Reggio Emilia e Modena, le restanti due province occupavano le prime posizioni anche nel 2007. La posizione in graduatoria di Reggio Emilia nella media del 2008 trova un contributo determinante nella componente maschile. Peraltro, Bologna e Parma registrano i tassi di occupazione più elevati per la componente femminile.
I tassi di occupazione più bassi continuano a registrarsi esclusivamente nelle province del Mezzogiorno. A Crotone è occupato appena il 37,3% della popolazione di 15-64 anni (51,6% degli uomini e 23,2% delle donne); a Caserta, dove solo il 23,0% delle donne risulta occupato, il tasso di occupazione complessivo è pari al 38,7%.
Nel dettaglio provinciale, i tassi di disoccupazione più elevati continuano a rilevarsi nel Mezzogiorno: Palermo, Sassari, Agrigento, Enna superano il 15%. Inoltre, i tassi di disoccupazione più elevati emergono ad Agrigento e Palermo per la componente maschile; ad Enna e Sassari per quella femminile. Le province del Nord segnalano tassi di disoccupazione più bassi . Tuttavia, nel 2008 solo sei province presentano un tasso di disoccupazione inferiore al 3% a fronte delle quindici del 2007. Soltanto a Piacenza l’indicatore rimane al di sotto del 2%, sia nella componente maschile sia in quella femminile.
Con l’eccezione di Bologna, tutte le grandi province registrano un incremento del tasso di disoccupazione . Tra il 2007 e il 2008 gli incrementi più sostenuti si osservano a Palermo (dal 15,5% al 17,1%) e Napoli (dal 12,4% al 14,0%), che rimangono le due grandi province con il tasso di disoccupazione più elevato, nonché a Roma (dal 5,8% al 7%) e Genova (dal 4,4% al 5,4%).
Tasso di inattività
Nel 2008 il tasso di inattività delle persone tra i 15 e i 64 anni – ossia il rapporto tra le non forze di lavoro di quella fascia di età e la corrispondente popolazione – si è attestato al 37,0%, cinque decimi di punto in meno rispetto al 2007. Con l’eccezione della Valle d’Aosta (dal 29,6% al 29,8%), l’indicatore scende in tutte le regioni del Centro-nord. In particolare, nel Lazio passa dal 36,2% al 34,9% e in Toscana dal 32,3% al 31,1%. Nel Mezzogiorno, il tasso di inattività sale in Campania, Calabria e Sicilia, dove sono inattive circa cinque persone in età lavorativa ogni dieci, mentre diminuisce nelle restanti regioni . Peraltro, le regioni meridionali restano quelle con i tassi di inattività più elevati. D’altro canto, i tassi di inattività più contenuti permangono anche nel 2008 in Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta.
In Calabria, Campania e Sicilia l’incremento del tasso di inattività riguarda esclusivamente la componente maschile. In tutte queste regioni il tasso di inattività cresce per gli uomini tra i 25 e i 34 anni; in Calabria e in Campania anche nelle classi di età più adulte. Nelle stesse tre regioni circa un terzo degli uomini in età lavorativa è classificato tra le non forze di lavoro. In Emilia-Romagna l’indicatore continua a posizionarsi al di sotto del 20%.
Nelle regioni meridionali i tassi di inattività femminili sono particolarmente elevati e sempre superiori alla media nazionale, con il picco del 67,2% in Campania. Nel 2008, peraltro, la graduatoria delle otto regioni che presentano il tasso di inattività femminile superiore al dato medio rimane invariata rispetto ad un anno prima. Emilia-Romagna, Valle D’Aosta e Trentino Alto Adige si confermano le regioni con i più bassi tassi di inattività femminile.
A livello provinciale (Tavole 8 e 9), i tassi di inattività più elevati si confermano a Crotone, Caserta e Napoli. Si tratta delle stesse province con i più bassi valori del tasso di occupazione. Con l’esclusione di Agrigento, tutte le province con i più alti tassi di inattività erano presenti anche nella graduatoria del 2007. A Crotone e a Caserta circa quattro uomini su dieci in età lavorativa sono inattivi. Entrambe le province registrano una crescita del tasso di inattività (rispettivamente dal 39,9% al 42,0% e dal 38,9% al 40,9%). Anche la componente femminile segnala a Caserta un tasso di inattività molto elevato e pari al 72,3%. Enna, che occupa la decima posizione, registra comunque un tasso di inattività femminile particolarmente sostenuto e pari al 65,5%.
Le province con i tassi di inattività più bassi sono ancora una volta quelle con i valori più alti del tasso di occupazione. A Bologna, Modena e Reggio Emilia è inattiva circa un quarto della popolazione tra i 15 e i 64 anni. Bologna registra un tasso di inattività femminile pari al 31,8%. Caserta registra pertanto un valore dell’indicatore pari a oltre il doppio di quello di Bologna.
Tutte le grandi province del Centro-nord presentano nel 2008 tassi di occupazione superiori al dato medio nazionale. Come nell’anno precedente Bologna, con il 72,4%, mantiene la prima posizione seguita da Firenze e Milano. Nel 2008 le quattro grandi province del Mezzogiorno registrano tassi di occupazione decisamente inferiori al dato medio nazionale . Il valore più elevato dell’indicatore si osserva a Bari (49,7%); quello più basso a Napoli (39,8%).
Tasso di disoccupazione
A livello nazionale il tasso di disoccupazione, dopo nove anni di discesa ininterrotta, torna a crescere posizionandosi al 6,7% sette decimi di punto in più in confronto al 2007. Le regioni con il tasso di disoccupazione più alto sono Sicilia (13,8%), Campania (12,6%), Sardegna (12,2%) e Calabria (12,1%); il tasso più basso si rileva in Trentino-Alto Adige (2,8%) e in Emilia-Romagna (3,2%). In confronto al 2007, il Piemonte e la Sardegna peggiorano i propri risultati nella graduatoria regionale del tasso di disoccupazione salendo rispettivamente dalla tredicesima all’undicesima posizione e dalla quinta alla terza. I divari territoriali permangono molto ampi: in Sicilia l’indicatore è quasi cinque volte più elevato del Trentino-Alto Adige.
Nella disaggregazione per genere, la Sicilia manifesta il tasso di disoccupazione più elevato sia per la componente maschile sia per quella femminile. Per altro verso, il Trentino-Alto Adige segnala il tasso di disoccupazione più basso per entrambe le componenti di genere.
Rispetto al 2007, la crescita della disoccupazione riguarda tutte le regioni tranne Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta dove l’indicatore rimane pressoché stabile. Il tasso di disoccupazione in Sardegna e in Campania registra un aumento tendenziale particolarmente sostenuto. Riguardo alle componenti di genere, le regioni caratterizzate dagli incrementi più consistenti sono per gli uomini la Sardegna, la Basilicata e la Sicilia; per le donne, la Campania, la Sardegna e il Friuli Venezia Giulia. In quest’ultima regione il tasso di disoccupazione femminile (6,4%) è comunque di 2,1 decimi di punto più basso della media nazionale.
Tutte le grandi province del Mezzogiorno presentano nel 2008 tassi di inattività superiori al dato medio nazionale. Le tre grandi province con i più alti tassi di inattività sono anche nel 2008 Napoli, Catania e Palermo; quelle con i più bassi si confermano Bologna, Firenze e Milano. In confronto al 2007 solo Napoli registra un incremento del rapporto tra le non forze di lavoro (15-64 anni) e la corrispettiva popolazione.
Glossario
Forze di lavoro: comprendono le persone occupate e quelle in cerca di occupazione.
Occupati: comprendono le persone di 15 anni e più che alla domanda sulla condizione professionale rispondono:
di possedere un’occupazione, anche se nella settimana di riferimento non hanno svolto attività lavorativa (occupati dichiarati);
di essere in una condizione diversa da occupato, ma di aver effettuato ore di lavoro nella settimana di riferimento (altre persone con attività lavorativa).
Persone in cerca di occupazione: comprendono le persone di 15 anni e più che dichiarano:
una condizione professionale diversa da occupato;
di non aver effettuato ore di lavoro nella settimana di riferimento dell’indagine;
di essere alla ricerca di un lavoro;
di aver effettuato almeno un’azione di ricerca di lavoro nei 30 giorni che precedono la rilevazione;
di essere immediatamente disponibili ad accettare un lavoro, qualora venga loro offerto.
Tasso di occupazione: rapporto tra gli occupati e la popolazione di 15 anni e più.
Tasso di disoccupazione: rapporto tra le persone in cerca di occupazione e le forze di lavoro.
Tasso di inattività: rapporto tra le persone non appartenenti alle forze di lavoro e la corrispondente popolazione di riferimento. La somma del tasso di inattività e del tasso di attività è pari al 100 per cento.
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