Gli Aiuti alle famiglie di Milano per chi è in difficoltà

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Si chiama FFL, acronimo di Fondo Famiglia Lavoro, quello istituito dalla Diocese Ambrosiana e dedicato ad italiani e stranieri in difficoltà che vivono nell’ area di Milano. Il fondo si alimenta grazie ai contributi di enti e privati e dall’ inizio della sua istituzione, nel 2013, ha dato aiuto a piú di 3000 persone per un importo di circa 6,7 milioni di euro. Delle 3.317 persone aiutate dal principio, ben il 71% è stato aiutato attraverso uno degli strumenti previsti per promuovere la ricollocazione nel mercato del lavoro, strumenti introdotti nella seconda fase del Fondo Famiglia e Lavoro su indicazione dell’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola. Costoro hanno ricevuto dunque un contributo finalizzato alla propria riqualificazione, attraverso l’accompagnamento, il finanziamento di corsi di formazione professionale, il sostegno durante i tirocini.

Solo il restante 29% ha beneficiato di un contributo erogato per la semplice sussistenza. Il Fondo Famiglia Lavoro si conferma, anche in questa seconda fase, una grande gara di solidarietà che ha coinvolto soprattutto i singoli. Dall’avvio della seconda fase nel 2013 ben 2.241.824 euro sono arrivati da 3.265 privati cittadini, per un importo medio pro capite di 686 euro. Il flusso di risorse è stato continuo e ha fatto registrare anche nei momenti più difficili della crisi una media al mese di 100mila euro di contributi. L’operatività del Fondo è garantita dal lavoro di 600 volontari attivi nei 140 distretti del territorio della Diocesi (Milano e provincia, province di Lecco, Varese, Monza e Brianza.

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Questo l’identikit delle persone aiutate dal Fondo: uomo, di mezza età, con un profilo professionale medio-basso, nessuna conoscenza delle lingue, scarsa competenza informatica: questo l’identikit dell’utente del Fondo Famiglia Lavoro. Un profilo, secondo gli operatori del Fondo che coincide con quello delle vittime della crisi: operai generici, assunti con contratti precari, nei settori tradizionali del manifatturiero e in quello dei servizi a basso valore aggiunto. Costoro hanno visto improvvisamente vacillare l’equilibrio su cui, seppur in modo precario, si reggevano e non essendo assolutamente preparati a reagire, sono precipitati in una condizione di povertà che non avevano mai conosciuto prima. Condizione che spesso ha accomunato italiani e stranieri perché la crisi non ha fatto distinzioni in base alla nazionalità. «Notevole è stata la varietà delle proposte formative, selezionate dai centri di ascolto, nei territori a seconda delle richieste del mercato: corsi per magazziniere, saldatore, panettiere, aiuto dentista, persino dog-sitter.

Per maggiori informazioni ci si può rivolgere alla diocesi di appartenenza oppure nei centri d’ascolto sparsi sul territorio, qui la lista.

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