Istat inflazione marzo 2009 +1,2%, prezzi abbigliamento +13,2%

L’inflazione in Italia è scesa a a marzo all’1,2%, dall’1,6% di febbraio. Lo comunica l’Istat confermando la stima preliminare e ricordando che si tratta del dato più basso dal 1969. I prezzi su base mensile sono cresciuti dello 0,1%.L’inflazione relativa ai beni ad alta frequenza d’acquisto è cresciuta, a marzo 2009, dello 0,1% congiunturale e dell’1,1% su base tendenziale, in sensibile rallentamento rispetto all’1,6% di febbraio. Lo comunica Istat, stimando l’inflazione acquisita per il 2009 relativamente a questa tipologia di prodotti allo 0,1 per cento. Si tratta di alimentari, bevande, tabacchi, affitto, spese per la casa, carburanti, trasporti urbani, giornali, ristorazione e assistenza.
Il deciso rallentamento dell’inflazione a marzo, segnala l’Istat, risente del netto ridimensionamento della crescita tendenziale dei prezzi, sia nel comparto dei beni (+0,8% contro l’1,2% di febbraio), sia in quello dei servizi (dal 2,2% di febbraio all’1,7%). Dopo gli aumenti registrati nel mese precedente, a marzo i prezzi dei beni energetici tornano a fare segnare un marcato calo sul piano congiunturale (-0,3%) che ne accentua la diminuzione su base tendenziale (-6,5%). La dinamica congiunturale dei beni energetici va imputata interamente al comparto non regolamentato (-0,6%), mentre nella componente regolamentata i prezzi sono rimasti stabili. Su base tendenziale il comparto non regolamentato segna una ulteriore decrescita del 16,3% (-13,6% a febbraio), mentre quello regolamentato permane ampiamente positivo (+9,8%). In rallentamento anche il tasso tendenziale di crescita dei prezzi del comparto alimentare (+3% dal +3,5% di febbraio), i quali tuttavia continuano a registrare aumenti su base mensile (+0,1%). In particolare, si registra il rallentamento della crescita tendenziale dei prezzi di pane e cereali: dal 5,6% di febbraio al 4,4% di marzo. Il prezzo del pane cresce dello 0,1% su mese e dell’1,6% rispetto al 2008 (+2,2% a febbraio). Nuovo significativo calo congiunturale (-1,5%) per il prezzo della pasta di semola di grano duro, che porta il tendenziale al +11% (+16,9% a febbraio). Tra i prodotti non lavorati, i prezzi della frutta fresca aumentano dello 0,7% su mese e del 5,7% su anno (+5,9% a febbraio). I prezzi dei vegetali freschi aumentano su base congiunturale dell’1,5%, portando il tasso tendenziale, che a febbraio era risultato pari a zero, +1,1 per cento. Nel segmento dei beni non alimentari e non energetici, si evidenzia l’aumento su base congiunturale dei prezzi delle apparecchiature e materiale telefonico (+1,2% su febbraio) che porta il tendenziale al -15,9 %. I prezzi dell’oreficeria aumentano del 3,2% su mese e del 9,4% su anno. Per i servizi, i prezzi dei trasporti aerei registrano una diminuzione dei prezzi dell’11,9% sul piano congiunturale e del 22,8% su quello tendenziale che risente, parzialmente, di effetti legati alla stagionalità.

Gli aumenti congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Abbigliamento e calzature (+13,2 %), Bevande alcoliche e tabacchi (+1,0%) e Altri beni e servizi (+0,7%); una variazione nulla si è registrata nel capitolo Istruzione; variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Trasporti (-0,4%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili e Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,2%).

Comments are closed.