Lavoratrici Madri cosa prevede la Legge sul Lavoro

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La Legge 30.12.1971 n° 1204 e decreto di attuazione n° 1206 del 28.11.1976, con modifiche apportate dalla Legge 8.3.2000, n° 53 tutelano le lavoratrici madri per un periodo di tempo stabilito. Vediamo cosa dice la legge in proposito.

Divieto di licenziamento

Tutte le lavoratrici madri, comprese le apprendiste, che prestano la loro attività lavorativa (pubblica o privata o anche autonoma sec. la legge 574/1987) non possono essere licenziate dall’inizio del periodo di gestazione fino al compimento del primo anno di vita del bambino, a meno che non si tratti di licenziamento per esito negativo del periodo di prova.

Se una lavoratrice viene licenziata durante il periodo di gravidanza può chiedere, entro 90 giorni dal licenziamento, il ripristino del rapporto di lavoro mediante presentazione di idonea certificazione dalla quale risulti l’esistenza, all’epoca del licenziamento, delle condizioni che lo vietavano. Il divieto di licenziamento non si applica per colpa grave da parte della lavoratrice, per cessazione dell’azienda o per risoluzione del rapporto di lavoro a scadenza dei termini.

Se il bambino è deceduto dopo un periodo di astensione obbligatoria e prima del compimento del primo anno di vita, il divieto di licenziamento cessa
dieci giorni dopo la morte.

Lavoro pesante o pregiudizievole

Durante il periodo di gestazione e fino a sette mesi dopo il parto le lavoratrici non possono essere adibite al trasporto e al sollevamento di pesi, nonché ai lavori pericolosi faticosi e insalubri; esse dovranno essere addette ad altre mansioni più leggere. Lo stesso dicasi nel caso in cui l’Ispettorato del Lavoro accerti che le condizioni di lavoro o ambientali sono pregiudizievoli alla salute della donna.

Le lavoratrici che vengono adibite a mansioni inferiori a quelle abituali conservano la retribuzione corrispondente alle mansioni precedentemente
svolte, nonché la qualifica originale.

Periodi di astensione obbligatoria dal lavoro

durante i due mesi precedenti la data presunta del parto. Il periodo di astensione obbligatoria è anticipato a tre mesi dalla data presunta del parto quando le lavoratrici, in avanzato stato di gravidanza, sono adibite a lavori gravosi o pregiudizievoli. Detto periodo può essere elevato dall’Ispettorato del Lavoro quando ricorrono documentati motivi di carattere sia strettamente sanitari che di lavoro o entrambi.

In questo caso la lavoratrice dovrà produrre all’Ispettorato del Lavoro una domanda corredata dal certificato di gravidanza nonché ogni altra documentazione
che riterrà opportuna

  • nel tempo intercorrente fra la data presunta del parto e quella effettiva, se il parto avviene oltre la data presunta;
  • durante i tre mesi dopo il parto; periodo che decorre dal giorno successivo al parto. Il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro è computato,
    a tutti gli effetti, nell’anzianità di servizio.

Parto prematuro

Se il figlio è nato “in data anticipata rispetto a quella presunta, i giorni non goduti di astensione obbligatoria prima del parto vengono aggiunti al periodo di astensione obbligatoria dopo il parto”. Quindi, se il bambino è nato a 39-38-37…..32 settimane di gravidanza, ai tre mesi di astensione obbligatoria dopo il parto si aggiungeranno 1-2-3…-8 settimane. La lavoratrice è tenuta a presentare, entro trenta giorni, il certificato attestante la data del parto.

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FLESSIBILITA’ DELL’ASTENSIONE OBBLIGATORIA

Ferma restando la durata complessiva dell’astensione dal lavoro, le lavoratrici hanno la facoltà di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi al parto”. Il medico deve attestare che ciò non arreca pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro.

Periodo di astensione facoltativa dal lavoro – Trascorso il periodo di astensione obbligatoria la lavoratrice madre può chiedere entro il primo
anno di vita del bambino un ulteriore periodo di sei mesi di astensione dal lavoro (aspettativa post-partum) durante la quale le verrà conservato
il posto di lavoro. La lavoratrice ha inoltre diritto ad assentarsi dal lavoro durante le malattie del bambino di età inferiore a otto anni, dietro
presentazione di certificato medico.

Per questi periodi di assenza non le spetta alcun trattamento economico. Detti periodi di assenza sono computati nell’anzianità di servizio, ma sono
esclusi dal computo delle ferie e dalla tredicesima mensilità. Sono esclusi anche ai fini della durata del periodo di apprendistato.
In caso di figlio portatore di handicap, l’art. 33 della legge 5.2.92 n° 104 prevede la possibilità di prolungare fino a tre anni il periodo di astensione
facoltativa dal lavoro.

Art. 3 Legge 8.3.2000, n° 53, comma 2: “Nei primi otto anni di vita del bambino ciascun genitore ha diritto ad astenersi dal lavoro fino al limite complessivo di dieci mesi”. Nel primo anno la madre (dopo il periodo di astensione obbligatoria) ha diritto ad un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi; medesimo diritto spetta al padre lavoratore (fino a sette mesi se il padre si assenta per più di tre mesi). Se vi è un solo genitore il periodo
aumenta a dieci mesi. Il genitore è tenuto a preavvisare il datore di lavoro secondo Contratto di lavoro (almeno 5 giorni prima).

Durante le malattie del bambino di età inferiore ad otto anni entrambi i genitori, alternativamente, hanno diritto di assentarsi dal lavoro (tra tre ed otto anni nel limite di cinque giorni lavorativi all’anno per ciascun genitore), dietro presentazione di certificato rilasciato da un medico specialista del SSN. Se il bambino è ricoverato, si interrompe il periodo di ferie in godimento da parte del genitore. “Le ore aggiuntive possono essere utilizzate anche dal padre”. comma 5: Queste disposizioni sono applicate anche a genitori adottivi o affidatari.

Periodo di sospensione del lavoro per allattamento o assistenza al bambino

Durante il primo anno di vita del bambino la madre lavoratrice usufruirà, nel corso del normale orario di servizio, di due periodi di riposo di un’ora ciascuno o di una sola ora se l’orario di servizio è inferiore a sei ore, col permesso di assentarsi dall’azienda. Detti periodi sono considerati ore lavorative agli effetti della retribuzione. Art. 3 Legge 8.3.2000, n° 53 comma 3: Se il parto è stato gemellare, sono raddoppiati i periodi di riposo concessi nel primo anno di vita per allattamento o assistenza al bambino nel corso del normale orario di servizio (due periodi di riposo di un’ora ciascuno o una sola ora se l’orario di servizio è inferiore a sei ore).

Dimissione dal lavoro – Se durante il periodo di gestazione e fino al compimento di un anno del bambino la lavoratrice madre desidera dimettersi
dal lavoro, ha diritto alle indennità previste da disposizioni di legge e contrattuali  per il caso di licenziamento.

Trattamento economico – Per tutto il periodo di astensione obbligatoria le lavoratrici madri hanno diritto all’80% della retribuzione o, se previsto
dal proprio contratto di lavoro, ad un trattamento di maggior favore. Per tale diritto (fatta eccezione per le lavoratrici dipendenti dalla Pubblica Amministrazione,
tenuta a corrispondere direttamente il trattamento economico di maternità) la lavoratrice deve produrre entro 15 giomi dall’evento, al datore di lavoro e alla U.S.L. cui è iscritta, il certificato di assistenza al parto dal quale risulti la data dell’evento medesimo. Tale indennità è comprensiva di ogni altra indennità spettante per malattia. Durante l’aspettativa post-partum, invece, la retribuzione è ridotta al 30%. Sono escluse le lavoratrici a domicilio e le addette ai servizi domestici e familiari, per le quali è necessario rifarsi alla normativa specifica del settore.

Interruzione della gravidanza – Si considera aborto spontaneo o terapeutico l’interruzione della gravidanza che si verifica prima del 180° giorno
dal suo inizio. È escluso in questo caso l’aborto indotto regolato dalla legge 194 (pag. 200). Si considera, invece, come parto a tutti gli effetti l’interruzione
spontanea o terapeutica della gravidanza successiva al 180° giorno dall’inizio della gestazione.

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