Lussemburgo e Svizzera protestano per l’inclusione in una lista di paradisi fiscali
Apr 3, 2009 economia europa, economia mondiale
Lussemburgo e Svizzera non hanno ben digerito il fatto di essere stati inclusi in una lista di paradisi fiscali, in una offensiva del G-20 contro il segreto bancario, il principale accusato della crisi finanziaria mondiale. Il primo ministro lussemburghese Jean-Claude Juncker ha definito “incomprensibile” la lista di paradisi fiscali pubblicada il giovedì dall’Ocse, seguendo le istruzioni del G-20, nella quale figura il suo paese, e si è lamentato della esclusione degli USA. Dal canto suo la Svizzera ha “deplorato” la sua iscrizione nella lista ‘grigia’ ed ha “disapprovato il metodo”. La ‘lista nera’ dei paradisi fiscali dell’Ocse include 4 paesi: Costa Rica, Malesia, Filippine e Uruguay. A parte si è elaborata una lista ‘grigia’ di paesi che si sono compromessi a rispettare i criteri internazionali in materia di transparenza bancaria e fiscale ma che ancora non sono stati applicati nella pratica. Questa lista include 38 paesi tra cui Lussemburgo, Andorra, Gibilterra, Monaco, Liechtenstein, Austria, Belgio, Svizzera, Guatemala e Cile. Juncker ha poi aggiunto che nella ‘lista grigia’ non sono stati inclusi “alcuni Stati degli Stati Uniti” e si è detto fiducioso che Lussemburgo presto disapparirà dalla lista.
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