Per Unioncamere segnali di ripresa tra aprile e giugno


Il settore manifatturiero italiano comincia ad evidenziare i primi segnali di miglioramento della situazione economica (a partire dall’export), e’ quanto emerge dalla consueta indagine trimestrale sulle imprese fino a 500 dipendenti appartenenti ai diversi settori manifatturieri, realizzata dal Centro studi Unioncamere. Pur nelle notevoli divaricazioni tra i diversi settori e territori. Le previsioni formulate dagli imprenditori, riguardo all’andamento del II trimestre 2009, sono infatti decisamente meno negative di quelle espresse tre mesi fa in merito all’andamento del I trimestre dell’anno. Per il periodo aprile-giugno 2009, il 22% delle imprese prevede una crescita del fatturato rispetto al I trimestre del 2009, mentre il 27% si attende una diminuzione. Il saldo si attesta pertanto a –5 punti percentuali, contro i –25 registrati nelle previsioni del I trimestre. Analogo andamento si rileva nelle previsioni per la produzione (-6 il saldo, contro il –26 del trimestre precedente). In particolare, è sul fronte degli ordinativi esteri che le imprese si mostrano decisamente meno pessimiste rispetto al recente passato: il saldo tra previsioni di aumento e diminuzione è di –4 punti percentuali (sintesi fra il 19% che prevede un aumento e il 23% che si attende una flessione), in decisa risalita rispetto ai –24 punti che hanno contraddistinto le previsioni di inizio anno. Questi risultati possono essere correttamente interpretati sia alla luce della prevedibile esigenza di ricostituzione delle scorte, sia anche nel quadro di un moderato miglioramento del clima di fiducia a livello nazionale e internazionale.

Le previsioni per il secondo trimestre 2009

Le previsioni più negative contraddistinguono le imprese del Nord-Ovest. In quest’area, il saldo tra attese di crescita e di riduzione della produzione e del fatturato ammonta rispettivamente a –12 e – 13 punti percentuali. Nel Nord-Est, invece, la differenza è pari a –5 e –3. Addirittura migliori sono le previsioni delle imprese del Centro (-2 il saldo relativo alla produzione; 0 quello del fatturato) e di quelle del Mezzogiorno, dove le previsioni si presentano positive (+4 punti percentuali la differenza relativa alla produzione; +8 quella del fatturato).
Numerosi importanti settori dell’industria manifatturiera continuano ad avere prospettive critiche: è il caso delle Industrie dei metalli (-16 e –20 il saldo riguardante le previsioni sulla produzione e sul fatturato); di quelle del Sistema moda (-19 e –15); delle industrie del legno e del mobile (-25 e –21), delle industrie elettriche ed elettroniche (-18 punti percentuali). Sono decisamente più incoraggianti le indicazioni provenienti, invece, dal settore alimentare (+14 i saldi relativi a produzione e fatturato), dalle industrie chimiche e delle materie plastiche (+11 e +8) e dalle Altre Industrie1 (+11 e +14 punti percentuali).
Anche per quanto riguarda le esportazioni, l’area che mostra un atteggiamento più cauto si conferma il Nord-Ovest (-12 il saldo tra attese di crescita e di diminuzione degli ordinativi esteri). Ammonta a –2, invece, il saldo tra attese positive e negative per gli ordinativi esteri nel Nord-Est e al Centro, mentre addirittura pari a +11 è la differenza nel Mezzogiorno.

In questo caso, le previsioni più confortanti riguardano le imprese della Filiera Energia (+28), quelle alimentari (+22) e quelle chimiche (+17).

L’andamento del I trimestre 2009

L’industria manifatturiera italiana ha conosciuto nei primi tre mesi del 2009 una fase molto difficile nella crisi economica internazionale. Gli indicatori della produzione e del fatturato del trimestre appena trascorso, rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, sono infatti pesantemente negative: -15,5% il dato relativo alla produzione e –14,7% quello riguardante il fatturato.

L’area più penalizzata appare il Nord-Ovest, dove la congiuntura ha prodotto un calo della produzione pari al 18,9% e del fatturato pari al 18,1%. Appena meno accentuata la flessione nel Nord-Est (-16,6% la produzione e –15,2% il fatturato) e nel Centro (-12,5% la produzione e –12,5% il fatturato). Il Mezzogiorno segna invece una contrazione, decisamente più contenuta: del –5,4% per la produzione e del –5,6% per il fatturato.

La flessione produttiva ha colpito in maniera particolare l’artigianato (-17,7%) e le piccole imprese con meno di 50 dipendenti (–16,5%); mentre le imprese di medie dimensioni (con oltre 50 dipendenti) hanno registrato perdite solo di poco inferiori (-14,5%). Analoghi i risultati per quanto riguarda il fatturato (-17,7 per l’artigianato, –15,2% per le piccole imprese e –14,3% per le medie).

A livello settoriale, l’andamento peggiore viene segnalato dalle Industrie dei metalli ( 28,4% la produzione, -26,6% il fatturato), ma nel complesso, tutti i settori registrano perdite a 2 cifre. Fa eccezione solo il comparto alimentare, che tiene relativamente meglio degli altri: -2,3% l’andamento della produzione nel I trimestre 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008; -1,9% quello del fatturato.

Complessivamente più contenute del previsto appaiono le perdite sui mercati esteri: ammonta infatti a –5,7% il calo delle esportazioni. In questo caso appaiono penalizzate le imprese con oltre 50 dipendenti (-8,8%), mentre tengono meglio le dimensioni d’impresa minori (–1,9%).

Il calo più sensibile del fatturato estero ha interessato il settentrione, con il Nord-Ovest che segna un –6,9% ed il Nord-Est che si attesta a un –6,8%. Per le ragioni del Centro ( 3,4%) e del Sud (-1,0%) la riduzione dell’export appare complessivamente più contenuta.

Anche per le esportazioni le Industrie dei metalli presentano le maggiori difficoltà (-11,6%), seguite da quelle del legno-mobile (-8,7%) e dalle Industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto (-7,8%).

Tiene, invece, il made in Italy alimentare, che addirittura chiude il trimestre con un dato di crescita per le vendite all’estero (+0,8%), legato al buon andamento delle imprese di minori dimensioni (+2,7%).

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