Prestiti e Mutui Inpdap, i tassi richiesti e nuove regole
Sep 27, 2011 prestiti acquisto
Nuove regole da parte dell’ Inpdap, l’istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica, per la concessione di prestiti e mutui. Per fronteggiare la crisi e rendere più agevole l’accesso al credito l’ente ha approvato due regolamenti in favore dei propri iscritti e pensionati. Le prestazioni creditizie sono previste per i dipendenti in servizio che contribuiscono obbligatoriamente alla Gestione credito dell’ente, con una trattenuta dello 0,35% sulla retribuzione e, per i pensionati iscritti, con una trattenuta sulla pensione dello 0,15%. Con questo provvedimento, sono stati apportati miglioramenti, con la finalità di rendere sempre più accessibile il credito a coloro che si trovino in situazioni di necessità o per favorire l’acquisto della prima casa.
In sintesi, queste le nuove regole per i prestiti e mutui Inpdap: ai piccoli prestiti di 1, 2 e tre anni si aggiunge ora anche il prestito quadriennale che permette di erogare 4 mensilità della retribuzione o della pensione da restituire in 48 rate mensili; sono stati rimodulati e aumentati i tetti previsti per le diverse causali che danno titolo al prestito in relazione alla gravità delle situazioni tutelate; è stata estesa la possibilità di chiedere il prestito per l’acquisto della casa di abitazione anche per i figli, ancorchè non iscritti Inpdap, al fine di favorire la sistemazione dei giovani in alloggi diversi da quelli dei genitori. Per quanto riguarda i mutui, le innovazioni introdotte riguardano: semplificazioni nella tipologia di documenti da presentare a corredo delle domande; graduatoria solo se la disponibilità di risorse economiche è inferiore alle richieste; altre innovazioni consultabili all’interno del regolamento pubblicato sul sito istituzionale. I tassi per i prestiti Inpdap, vantaggiosi rispetto al libero mercato, sono fissati per le piccole somme al 4,25%, per i prestiti pluriennali al 3,50%, per i mutui ipotecari a tasso fisso al 3,75% e per i mutui ipotecari a tasso variabile per il primo anno al 3,50% e per i successivi al tasso Euribor a 6 mesi, maggiorato di 90 punti base. Con questi correttivi, l’Inpdap amplia la sfera dei beneficiari delle risorse, totalmente autofinanziate, della Gestione credito.
