Prestiti senza Buste Paga per chi è in difficoltà

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prestiti senza busta pagaSono in aumento i soggetti che offrono prestiti senza busta paga: Compass, Findomestic e anche Poste Italiane presentano le loro soluzioni per venire incontro alle esigenze dei clienti e delle famiglie.

La povertà è un problema di grande attualità in Italia: secondo recenti indagini, 1 persona su 10 nel nostro Paese è in stato di povertà assoluta e, inoltre, quasi il 13 per cento delle famiglie residenti è “relativamente” povero. Tra le principali ragioni di questo dramma c’è ovviamente la crisi economica globale, che ha provocato disastri anche nel mondo del lavoro dello Stivale, aumentando la disoccupazione a tassi record, specialmente al Sud. La prima traduzione pratica di questi dati è nel calo generalizzato dei consumi: dal 2008 al 2013 la capacità di acquisto degli italiani è diminuita di oltre 13 punti percentuali. Se a questo aggiungiamo le crescenti difficoltà a ottenere un prestito in banca, a causa dell’aumento delle richieste di garanzie, il quadro che ne viene fuori è senz’altro critico.

Un’ancora di salvezza. Per rispondere alle rinnovate esigenze di liquidità da parte degli italiani, utile a effettuare acquisti importanti o investimenti, sono nati negli ultimi anni alcuni strumenti innovativi studiati per andare incontro alle diverse tipologie di consumatori, che hanno il principale beneficio di rimuovere l’ostacolo delle garanzie tradizionali cui obbligano le banche. Sono i cosiddetti prestiti senza busta paga, che si rivolgono a particolari categorie di lavoratori e persone che non possono affidarsi ad altri istituti di credito, perché disoccupati, studenti o lavoratori aticipi, assunti ad esempio con contratti part-time, a progetto o a tempo determinato.

Come funzionano. I prestiti personali senza busta paga differiscono per finalità e profilo a cui si rivolgono, così che si distinguono prestiti a casalinghe, senza garanzie, senza reddito e a disoccupati. Tra le caratteristiche in comune, l’importo massimo, solitamente limitato a 5 mila euro, e le soluzioni differenti dalle usuali per coprire casi di insolvenza, come ipoteche, cambiali, fidejussioni o pegni. Sono pensati in particolare per lavoratori autonomi, neo imprenditori, dipendenti con busta paga già impegnata, studenti, pensionati, nonché addirittura “cattivi pagatori”, per i quali rappresentano una sorta di ultima spiaggia. La richiesta sarà vagliata a seconda della “categoria” e della motivazione di utilizzo del denaro. Ad esempio, gli studenti potranno utilizzare il prestito solo per le spese dei propri studi (corsi e iscrizioni), mentre i pensionati sono “obbligati” a cedere un quinto della pensione per ottenere il finanziamento. 

Le proposte sul mercato creditizio. In Italia sono presenti ancora poche offerte di questo tipo. La più recente è quella di Poste Italiane, chiamata Special Cash Postepay, destinata a tutti i cittadini italiani e stranieri (purché regolarizzati) di età compresa tra i 18 e 70 anni e titolari di una carta ricaricabile della famiglia Postepay, sulla quale verrà accreditata la somma del prestito, che va da 750 a 1500 euro con Tan fisso dello 0% e TAEG variabile in base all’importo. L’attivazione può essere effettuata in qualsiasi sportello postale sul territorio italiano, mentre la restituzione avviene a tassi vantaggiosi in un periodo dai 15 ai 24 mesi.

Compass, invece, società del gruppo Mediobanca, prevede una gamma più ampia di soluzioni, che consentono ad esempio di scegliere la rata mensile da restituire (opzione “cifra tonda”), di variare senza spese rata e durata in modo flessibile (“Total Flex”) o di saltare il pagamento di una rata una volta all’anno (“Jump”). In media, per una somma in prestito di 10mila euro è prevista una rata mensile di circa 167.15 euro, con Tan Fisso del 9,90% e Taeg pari all’11,02%.

L’altro big del settore, Findomestic, risponde con un ventaglio di offerte studiate per rispondere al meglio alle esigenze dei singoli clienti, con un plafond che è di 10mila euro a seconda del progetto di investimento.

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