Prezzi delle case scenderanno con l’aumento dell’ IMU?

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prezzi case 2012Con il ritorno dell’Ici sulla prima casa, ora si chiama Imu e con l’aumento delle aliquota cosa accadrà al mercato immobiliare. I prezzi delle case sono destinati a scendere? Secondo il Censis, a fine anno i valori delle abitazioni scenderannoo del 20% con punte superiori al 50%. Lo ha dichiarato il direttore generale Giuseppe Roma nel corso di una conferenza stampa. «Per far fronte alla nuova tassazione le famiglie venderanno le seconde case».

Nel corso del 2011 nonostante la crisi i valori degli immobili sono rimasti stabili, ha spiegato il direttore nel corso di un incontro presso la Confcommercio ma «l’Imu, insieme alla rivalutazione del 60% degli estimi, sono i veri problemi che peseranno sulle tasche delle famiglie italiane le quali, per far fronte all’ulteriore pressione fiscale, prima di intaccare i risparmi – ha detto Roma – ricorreranno alla messa in vendita delle seconde case e questo farà crollare per la prima volta dopo i decenni il prezzo degli immobili».

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Il direttore del Censis ha definito «un’idrovora» la necessità di risorse richieste dallo Stato e dalla pubblica amministrazione mentre le famiglie si stanno trasformando «da soggetto consumatore a soggetto benefattore che fa fronte alle molte mancanze dello stato sociale. Non si può continuare perennemente in questo modo – ha detto – occorre ridurre la pressione fiscale altrimenti l’asino con troppi pesi sulla schiena finirà per schiantarsi». Nel secondo trimestre 2011 le compravendite di unità immobiliari (219.905 in totale) sono diminuite del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2010 (dati ufficiali ISTAT). I mutui (193.474 in totale) sono scesi dell’8,1% rispetto al secondo trimestre 2010.
A destare preoccupazione è anche il crollo delle costruzioni di case:  «A febbraio 2012 l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è diminuito, rispetto a gennaio 2012, del 9,9% (Dati ISTAT). Nella media del trimestre dicembre-febbraio l’indice è sceso del 6,3% rispetto al trimestre precedente». «L’indice corretto per gli effetti di calendario a febbraio 2012 ha registrato una diminuzione del 23% rispetto a febbraio 2011 (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di febbraio 2011).  Nella media dei primi due mesi dell’anno la produzione è diminuita del 17,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente», continua la nota. «A febbraio 2012 l’indice grezzo ha segnato un calo tendenziale del 20,3% rispetto allo stesso mese del 2011. Nella media dei primi due mesi dell’anno la produzione è diminuita del 14,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente», conclude l’Istat.

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