Settimana decisiva per Fiat con Chrysler


Sara’ una setttimana decisiva per l’accordo Fiat-Chrysler, mancano infatti dieci giorni alla scadenza fissata dal Governo federale degli Stati Uniti per la chiusura della trattativa con la casa torinese, che eviterebbe lo spettro della bancarotta per la casa di Detroit, i nodi da sciogliere sono sempre due. La resistenza dimostrata dai creditori bancari ad accettare il forte deprezzamento delle spettanze vantate ed il fronte dei sindacati impegnato nella delicata trattativa per la conversione degli obblighi sanitari di cui sono creditori in azioni Chrysler. Lo scoglio principale per la chiusura dell’operazione, sul cui esito positivo negli ultimi giorni di trattative il mercato sembra determinato a scommettere, resta il capitolo banche. Jp Morgan, Citigroup, Morgan Stanley e Goldman Sachs hanno respinto la prima proposta avanzata dalla task force allestita dal Presidente Barack Obama, che prevedeva 15 centesimi per ogni dollaro investito. Ma in questi ultimi giorni si è fatto forte il pressing del Governo Usa, che proprio al sistema bancario ha fornito un cospicuo salvagente finanziario per superare l’apice della crisi e che vede il matrimonio con Fiat come la migliore soluzione per salvare la più piccola delle tre gemelle di Detroit e con essa anche oltre 180.000 dipendenti. Meno ostico, almeno apparentemente, l’ostacolo sindacale. La conversione in azioni di parte dei crediti sanitari vantati dai lavoratori e il riposizionamento dei salari su livelli più competitivi, potrebbero sbloccare l’intesa con Fiat, anche se su questo punto permane l’incognita delle rappresentanze sindacali degli stabilimenti canadesi di Chrysler. Qualche prima indicazione concreta sull’andamento del negoziato è attesa già giovedì, quando al Lingotto si riunirà il consiglio di amministrazione della Fiat per esaminare l’andamento dei conti trimestrali.

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