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	<title>News Economia &#187; accordo fiat chrysler</title>
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	<description>Il vostro blog di informazioni e novità aggiornate in tempo reale sull&#039;economia, borsa italia, finanza online e risparmio</description>
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		<title>Mito Alfa Romeo potrebbe essere prodotta in Usa e 500 in Messico</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 17:40:13 +0000</pubDate>
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<p style="text-align: justify;">Fra le possibili novità del piano di  alleanza allo studio tra Fiat e Chrysler ci sarebbe la  riconversione dello stabilimento Chrysler di Windsor, in Canada:  attualmente produce minivan ma, secondo i progetti, in futuro  dovrebbe produrre veicoli basati su piattaforme di segmento B  del gruppo Fiat. Lo afferma Automotive News, precisando che tra  i modelli previsti ci sarebbe la MiTo dell&#8217;Alfa Romeo e una  piccola Chrysler derivata dalla prossima generazione di Fiat  Grande Punto.  <span id="more-1015"></span> Attualmente nello stabilimento di Windsor si producono i  minivan Chrysler Town &amp; Country e il Dodge Grand Caravan,  insieme alla Volkswagen Routan. Questi modelli dovrebbero essere  trasferiti in un altro stabilimento e un&#8217;opzione sarebbe quella  dell&#8217;impianto Chrysler di Toledo nell&#8217;Ohio.    Nello stabilimento messicano di Toluca, invece, sempre  secondo il piano allo studio riportato da Automotive News,  dovrebbero essere prodotti veicoli basati su piattaforme di  segmento A della Fiat, inclusa la 500 e una piccola Jeep  derivata dalla prossima generazione della Panda Cross.  Attualmente in Messico si producono la Dodge Journey e la  Chrysler Pt Cruiser.    Nello stabilimento Belvidere III (Illinois), che attualmente  produce i modelli Dodge Caliber, Jeep Compass e Patriot,  potrebbero arrivare veicoli basati sulla piattaforma C-Evo.  Sempre a Belvidere potrebbero essere prodotte l&#8217;Alfa Romeo  Milano e la Giulia, che dovrebbe sostituire l&#8217;Alfa 159.  Potrebbero inoltre arrivare le nuove generazioni di Chrysler  Sebring e Dodge Avenger, modelli ora prodotti nello stabilimento  Sterling Heights (Michigan)</p>
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		<title>Settimana decisiva per Fiat con Chrysler</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 06:33:42 +0000</pubDate>
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Sara&#8217; una setttimana decisiva per l&#8217;accordo Fiat-Chrysler, mancano infatti dieci giorni alla scadenza fissata dal Governo federale degli Stati Uniti per la chiusura della trattativa con la casa torinese, che eviterebbe lo spettro della bancarotta per la casa di Detroit, i nodi da sciogliere sono sempre due. La resistenza dimostrata dai creditori bancari ad accettare [...]]]></description>
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</script></p><p style="text-align: justify;">Sara&#8217; una setttimana decisiva per l&#8217;accordo Fiat-Chrysler, mancano infatti dieci giorni alla scadenza fissata dal Governo  federale degli Stati Uniti per la chiusura della trattativa con  la casa torinese, che eviterebbe lo spettro della bancarotta per la casa  di Detroit, i nodi da sciogliere sono sempre due. <span id="more-973"></span>La resistenza  dimostrata dai creditori bancari ad accettare il forte  deprezzamento delle spettanze vantate ed il fronte dei sindacati  impegnato nella delicata trattativa per la conversione degli  obblighi sanitari di cui sono creditori in azioni Chrysler.    Lo scoglio principale per la chiusura dell&#8217;operazione, sul  cui esito positivo negli ultimi giorni di trattative il mercato  sembra determinato a scommettere, resta il capitolo banche. Jp  Morgan, Citigroup, Morgan Stanley e Goldman Sachs hanno respinto  la prima proposta avanzata dalla task force allestita dal  Presidente Barack Obama, che prevedeva 15 centesimi per ogni  dollaro investito. Ma in questi ultimi giorni si è fatto forte  il pressing del Governo Usa, che proprio al sistema bancario ha  fornito un cospicuo salvagente finanziario per superare l&#8217;apice  della crisi e che vede il matrimonio con Fiat come la migliore   soluzione per salvare la più piccola delle tre gemelle di  Detroit e con essa anche oltre 180.000 dipendenti.    Meno ostico, almeno apparentemente, l&#8217;ostacolo sindacale. La  conversione in azioni di parte dei crediti sanitari vantati dai  lavoratori e il riposizionamento dei salari su livelli più  competitivi, potrebbero sbloccare l&#8217;intesa con Fiat, anche se su  questo punto permane l&#8217;incognita delle rappresentanze sindacali  degli stabilimenti canadesi di Chrysler.    Qualche prima indicazione concreta sull&#8217;andamento del  negoziato è attesa già giovedì, quando al Lingotto si  riunirà il consiglio di amministrazione della Fiat per  esaminare l&#8217;andamento dei conti trimestrali.</p>
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		<title>Fiat pronta a mollare Chrysler se i sindacati Usa non ci stanno</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 07:05:28 +0000</pubDate>
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La Fiat è pronta ad abbandonare la Chrysler se i sindacati americani e specialmente quelli canadesi non acconsentiranno ad una drastica riduzione del costo del lavoro. Lo ha detto in un&#8217;intervista al giornale canadese Canada&#8217;s Globe and Mail l&#8217;amministratore delegato Sergio Marchionne. Le possibilità di arrivare a un accordo sono del 50% &#8211; ha detto [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">La Fiat è pronta ad abbandonare la Chrysler se i sindacati americani e specialmente quelli canadesi non acconsentiranno ad una drastica riduzione del costo del lavoro. Lo ha detto in un&#8217;intervista al giornale canadese Canada&#8217;s Globe and Mail l&#8217;amministratore delegato Sergio Marchionne. <span id="more-779"></span>Le possibilità di arrivare a un accordo sono del 50% &#8211; ha detto il manager italo-canadese  &#8211; ma, siamo pronti a guardare a un altro partner internazionale se l&#8217;operazione con Detroit dovesse saltare. Nel dettaglio, ha precisato, «siamo assolutamente pronti a mollare la presa. Non ho alcun dubbio in merito. Non possiamo prendere un impegno verso questa società a meno che si intravveda la luce alla fine del tunnel». Marchionne ha anche affermato che farà di tutto per fare rivivere Chrysler, inclusa l&#8217;opzione di diventare Ceo della società Usa. Fiat, ha aggiunto, tuttavia non inietterà liquidità nel gruppo automobilistico statunitense. Marchionne ha dichiarato anche che sarà possibile acquistare la 500 sul mercato del Nord America già dal prossimo anno.</p>
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