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	<title>News Economia &#187; imprese straniere in italia</title>
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		<title>Nel primo trimestre 2009 aumentano le imprese con titolari stranieri</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 17:02:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[imprese straniere in italia]]></category>

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Nonostante la crisi salgono le imprese degli immigrati in Italia. Nel primo trimestre 2009 sono state create 9.975 imprese individuali intestate a stranieri a fronte di 7.612 che hanno chiesto la cancellazione nei registri camerali. Lo riporta Movimprese, con la rilevazione trimestrale condotta per conto di Unioncamere da InfoCamere, la società consortile di informatica delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nonostante la crisi salgono le imprese degli immigrati in Italia. Nel primo trimestre 2009 sono state create 9.975 imprese individuali intestate a stranieri a fronte di 7.612 che hanno chiesto la cancellazione nei registri camerali. Lo riporta Movimprese, con la rilevazione trimestrale condotta per conto di Unioncamere da InfoCamere, la società consortile di informatica delle Camere di Commercio italiane. Il bilancio demografico del trimestre chiude dunque in attivo per gli imprenditori immigrati che aumentano di 2.363 unità (pari ad un tasso di crescita dello 0,98% a fronte del -0,99% fatto registrare dal complesso delle imprese individuali), portando a fine marzo il numero delle imprese individuali con un titolare nato in un paese non appartenente all’Unione Europea al valore di 242.969 unità, il 7,2% di tutte le imprese individuali italiane (3.396.224).</p>
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		<title>Istat, 14.300 imprese a controllo estero in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 11:11:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Istat ha presentato oggi i dati riguardanti le imprese a controllo estero operanti in Italia che nel 2006 erano 14.300 (0,3% del totale delle aziende in Italia) impiegando oltre 1,2 milioni di addetti,con un fatturato complessivo di 447 miliardi di euro e un valore aggiunto di quasi 79 miliardi di euro.La maggiorparte provengono dalla comunità [...]]]></description>
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</script></p><p>L&#8217;Istat ha presentato oggi i dati riguardanti le imprese a controllo estero operanti in Italia che nel 2006 erano 14.300 (0,3% del totale delle aziende in Italia) impiegando oltre 1,2 milioni di addetti,con un fatturato complessivo di 447 miliardi di euro e un valore aggiunto di quasi 79 miliardi di euro.La maggiorparte provengono dalla comunità europea (62,4%) ma il maggiore &#8220;datore di lavore&#8221; come numero di impiegati sono gli Stati Uniti.<span id="more-795"></span><br />
La struttura economica delle imprese a controllo estero è notevolmente diversa rispetto a quella delle imprese a controllo nazionale. Sotto il profilo settoriale, le multinazionali estere operano prevalentemente nel settore dei servizi, con la presenza di oltre 10.400 unità, mentre le imprese industriali a controllo estero non raggiungono le 3.900 unità. Il peso relativo di queste ultime risulta tuttavia superiore alle prime con riguardo agli addetti, al valore aggiunto e, in termini assoluti, alla spesa per ricerca e sviluppo . Le differenze nella struttura dimensionale delle imprese sono rilevanti: la dimensione media è pari a 84,5 addetti nelle imprese a controllo estero ed a 3,6 addetti in quelle a controllo nazionale. Questa caratteristica contribuisce a spiegare, in misura significativa, l’ampio differenziale positivo nella performance delle imprese a controllo estero rispetto a quelle a controllo nazionale.<br />
La distribuzione geografica delle imprese a controllo estero, definita in relazione al paese di residenza del controllante ultimo, mostra la sostanziale prevalenza dei paesi dell’Unione europea in termini sia di imprese (62,4 per cento di quelle a controllo estero) sia di fatturato (60,6 per cento) e valore aggiunto (59,6 per cento), anche se i paesi che detengono il maggiore numero di imprese e di addetti a controllo estero sono, nell’ordine, Stati Uniti (2.471 imprese e 282 mila addetti), Germania, Francia, Svizzera e Regno Unito . Le multinazionali estere contribuiscono in modo significativo alle esportazioni nazionali di merci, con quote rilevanti nella fabbricazione di prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali (50,0 per cento) e nella fabbricazione di macchine ed apparecchiature elettriche ed ottiche (32,3 per cento). Queste imprese attivano inoltre una quota significativa delle importazioni nazionali di merci, specie nella fabbricazione di prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali (59,1 per cento) e nel commercio (52,4 per cento). L’incidenza degli scambi intra-gruppo (intra-firm trade) sull’interscambio complessivo di merci delle imprese a controllo estero è risultata pari al 46,6 per cento per le esportazioni e al 63,8 per cento per le importazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Una significativa presenza del controllo estero nel settore industriale si rileva nella fabbricazione di: prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali (43,3 per cento degli addetti del settore); coke e raffinerie di petrolio (30,6 per cento); mezzi di trasporto (19,5 per cento); macchine ed apparecchi meccanici (15,9 per cento); macchine ed apparecchiature elettriche ed ottiche (14,8 per cento) (Figura 2). Piuttosto contenuta risulta, invece, la presenza di multinazionali estere in alcuni settori tradizionali del Made in Italy, quali le industrie del legno e dei prodotti in legno (0,3 per cento), le industrie tessili e dell’abbigliamento (1,8 per cento) e le industrie conciarie, fabbricazione di prodotti in cuoio e calzature (2,1 per cento).</p>
<p>Nell’ambito dei servizi, i comparti che si caratterizzano per la maggior rilevanza del controllo estero sono il noleggio di macchinari ed attrezzature (14,7 per cento degli addetti), l’informatica e le attività connesse (12,3 per cento) e, grazie ad alcune importanti acquisizioni estere di istituti bancari realizzate nel corso del 2006, l’intermediazione monetaria e finanziaria (10,9 per cento).<br />
Altri comparti dei servizi che si caratterizzano per un significativo ruolo delle multinazionali estere sono le altre attività professionali ed imprenditoriali (10,5 per cento degli addetti), la ricerca e sviluppo (8,3 per cento), il commercio (7,5 per cento) e, a livelli più contenuti, i trasporti, magazzinaggio e telecomunicazioni (5,5 per cento).Le attività multinazionali estere sono, invece, poco rappresentate nell’istruzione, nella sanità e altri servizi sociali e personali (1,2 per cento), nelle attività immobiliari (1,3 per cento) negli alberghi e ristoranti (4,3 per cento) .<br />
Le imprese a controllo estero registrano, nel complesso, livelli di performance economica sostanzialmente migliori rispetto alle imprese a controllo nazionale.<br />
La produttività del lavoro delle imprese a controllo estero risulta superiore di oltre il 70 per cento rispetto alle imprese domestiche, mentre la redditività è maggiore di oltre il 60 per cento. Differenziali positivi si rilevano in termini di intensità di spesa in ricerca e sviluppo (4,5 volte la media delle imprese domestiche) e di investimenti fissi lordi (2 volte la media).<br />
La stima delle variabili economiche connesse alle attività 	delle imprese a controllo estero consente di quantificare, per 	differenza rispetto agli aggregati economici disponibili a livello 	nazionale, il settore a controllo domestico dell’economia italiana 	e di calcolare indicatori di <em>performance </em>per ciascuna delle 	due sotto-popolazioni di imprese residenti in Italia.</p>
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