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	<title>News Economia &#187; INFLAZIONE italia</title>
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		<title>Inflazione, a marzo 2011 record al 2,5 per cento, benzina e gasolio alle stelle</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 09:34:34 +0000</pubDate>
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Corre ancora l&#8217;inflazione in Italia che a marzo 2011 ha toccato il 2,5%. Lo ha reso noto l&#8217;Istat sottolineando come in un solo mese sia cresciuta dello 0,1%, era il 2,4% a febbraio. La causa dell&#8217; impennata, è record dal 2008, è dovuta principalmente alle tensioni sui prezzi dei Beni alimentari e dei Beni energetici [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">Corre ancora l&#8217;inflazione in Italia che a marzo 2011 ha toccato il 2,5%. Lo ha reso noto l&#8217;Istat sottolineando come in un solo mese sia cresciuta dello 0,1%, era il 2,4% a febbraio. La causa dell&#8217; impennata, è record dal 2008,  è dovuta principalmente alle tensioni sui prezzi dei Beni alimentari e dei Beni energetici non regolamentati.  <strong>I prezzi della benzina a marzo infatti hanno registrato una crescita del 12,7% rispetto allo stesso mese del 2010 e del 3,4% rispetto a febbraio 2011. Il prezzo del gasolio è aumentato del 18,5% su base annua</strong> e del 4,3% su base mensile.<br />
I maggiori incrementi congiunturali dei prezzi riguardano i Trasporti (+1,4%), i Servizi ricettivi e di ristorazione (+1%) e l&#8217;Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,4%). In calo invece i prezzi di Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,6%) e delle Comunicazioni (-0,1%). Sul piano tendenziale i maggiori tassi di crescita interessano le divisioni Trasporti (+5,5%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4,4%), Altri beni e servizi (+3,0%) e Servizi ricettivi e di ristorazione (+2,6%). Quelli più contenuti riguardano le divisioni Servizi sanitari e spese per la salute (+0,9%) e Abbigliamento e calzature (+1,2%). In flessione risultano i prezzi delle Comunicazioni (-0,5%) e di Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,3%.</p>
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		<title>Inflazione in Italia al 1,2%</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 09:53:26 +0000</pubDate>
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A novembre 2009 i prezzi dei beni acquistati ad alta frequenza, ovvero quelli della spesa di tutti i giorni, sono aumentati dell&#8217;1,2% su base annua e dello 0,3% rispetto al mese precedente. Lo rileva l&#8217;Istat diffondendo i dati definitivi sul tasso di inflazione registrato a novembre. I prezzi dei beni alimentari mostrano un andamento tendenziale [...]]]></description>
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</script></p><p style="text-align: justify;">A novembre 2009 i prezzi dei beni acquistati ad alta frequenza, ovvero quelli della spesa di tutti i giorni, <strong>sono aumentati dell&#8217;1,2%</strong> su base annua e dello 0,3% rispetto al mese precedente. Lo rileva l&#8217;Istat diffondendo i dati definitivi sul tasso di inflazione registrato a novembre.    I prezzi dei beni alimentari mostrano un andamento tendenziale del +0,6% &#8211; invariato da ottobre &#8211; mentre i prezzi dei beni energetici segnano un calo del 5,5% su base annua, in forte rallentamento dal -11,2% tendenziale registrato ad ottobre.Nell’ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati  si sono verificati nelle città di Napoli (+2,1 per cento), Trieste (+1,9 per cento) e Reggio Calabria (+1,6 per cento); le variazioni più moderate hanno riguardato le città di Firenze e Bari (-0,1 per cento per entrambe), Venezia (nulla) e Bologna (+0,1 per cento).</p>
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		<title>Inflazione in Italia a maggio 2009 ai livelli più bassi dal &#8217;68, +0,9%</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 08:40:42 +0000</pubDate>
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<p style="text-align: justify;">L&#8217;inflazione a maggio in Italia è ai livelli più bassi dal 1968, +0,9% su base annuale e +0,2% rispetto ad aprile 2009. Lo comunica l&#8217; Istat sottolineando che l&#8217;inflazione di fondo è cresciuta dell&#8217;1,9% (+2% ad aprile); anche l&#8217;inflazione al netto dei prodotti energetici si è attestata al +1,9% (+2% ad aprile) e quella relativa ai beni ad alta frequenza d&#8217;acquisto è cresciuta, a maggio, dello 0,3% congiunturale e dello 0,6% su base tendenziale (+1,1% ad aprile). L&#8217;inflazione acquisita per il 2009 relativamente a questa tipologia di prodotti al +0,5 per cento. Si tratta di alimentari, bevande, tabacchi, affitto, spese per la casa, carburanti, trasporti urbani, giornali, ristorazione e assistenza.</p>
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		<title>Verso inflazione 0 in Italia, cala il costo dell&#8217;energia ma non gli alimentari</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 17:12:34 +0000</pubDate>
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<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia sta andando sempre più verso l&#8217;inflazione 0. Sono calati i prezzi di quasi tutti i generi commerciabili tranne che quelli del comparto alimentare che continua a salire seppur di poco. E&#8217; la sintesi delll&#8217; osservatorio di Indis- Unioncamere un rapporto chiamato &#8220;prezzi e mercati&#8221;.Nel complesso, gran parte della discesa dell’inflazione nella prima parte dell’anno è spiegato dalla caduta dei prezzi dell’energia (-6,5% su base annua), mentre per i prezzi dei generi alimentari non si intravedono grandi schiarite.<span id="more-1573"></span> Su questo versante, i prezzi alla produzione mettono però a segno flessioni nell’ordine del –2% nei dodici mesi tra marzo 2008 e marzo di quest’anno, lasciando sperare in un prossimo alleggerimento della pressione sui prezzi al consumo.<br />
Le materie prime guidano la discesa dell’inflazione<br />
I mesi recenti hanno visto la rapida discesa dell’inflazione al consumo verso l’1%. Alla base del percorso di disinflazione vi è la caduta dei mercati delle materie prime. Gli esiti non sono però gli stessi nelle diverse filiere. Netta è la flessione dei prezzi dell’energia, con i ribassi dei prodotti energetici, carburanti e combustibili, che lasciano il posto a quelli di energia elettrica e gas. Gli adeguamenti seguono, infatti, i minori costi del petrolio e degli altri combustibili.<br />
L’inflazione alimentare è tornata al 3% anno su anno a marzo, dimezzata rispetto alla scorsa estate. Nonostante ciò, ad oggi i ribassi non hanno ancora guadagnato spazio sui listini dei prodotti alimentari.  Solo per la pasta di semola di grano duro, per il latte e il burro si registra un piccolo ridimensionamento.<br />
Tra i beni non alimentari, rallentano i prezzi dell’abbigliamento e delle calzature, dei mobili e articoli di arredamento. Per altri beni, come quelli per la cura del corpo e della casa, gli articoli di ferramenta e le automobili la crescita dei prezzi risulta ancora elevata. Tuttavia, con un’inflazione alla produzione negativa anche nel comparto non alimentare, è prevedibile qualche rallentamento nei prossimi mesi. Inoltre, anche tra i servizi vi sono voci la cui dinamica dei prezzi si sta orientando verso il basso. E’ il caso dei servizi legati al turismo, come quelli di alloggio (camere di albergo, agriturismi, campeggi, pacchetti vacanza) dove si fa sentire la crisi del turismo internazionale. I minori prezzi potrebbero, tuttavia, trattenere i flussi turistici stranieri consolidati, attirando anche la domanda degli italiani stessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alimentari: inflazione alla produzione in calo</strong><br />
L’inflazione alla produzione alimentare così come monitorata dall&#8217;Osservatorio &#8220;Prezzi e Mercati&#8221; di INDIS ben riflette le tendenze registrate sui mercati a monte. Il tasso di crescita tendenziale è divenuto negativo a inizio 2009, portandosi al –2.2%. Le quotazioni nei mercati primari sono oggi tornate indietro ai livelli della prima metà del 2007.</p>
<p style="text-align: justify;">L’importante elemento di novità di questi mesi è il fatto che la fase di stabilizzazione dei listini instauratasi a metà 2008 ha ora lasciato il posto ad una chiara flessione dei prezzi. Il bimestre gennaio-febbraio ha infatti mostrato un calo sul bimestre precedente di oltre due punti percentuali. Pressoché tutte le filiere condividono la tendenza,  da quella del latte a quella degli oli, dei derivati dei cereali fino agli insaccati.<br />
I prezzi all’origine nella gran parte delle filiere alimentari hanno evidenziato ampi spostamenti verso il basso già nella seconda parte dello scorso anno, e si sono stabilizzate nei mesi recenti intorno a quei  valori. Ciò vale sia per i prezzi del comparto cerealicolo sia per quelli del latte e dei suoi derivati. Anche la filiera degli oli di oliva ed extravergine di oliva mostra un percorso discendente, dovuto ad una produzione dell’ultima stagione ben superiore alle capacità di assorbimento della domanda. La filiera vitivinicola risente, invece, della attuale fase di calo della domanda internazionale, con conseguenze importanti sull’export di vini. Meno compromesso è invece il segnale sul versante della domanda interna, dove si registra la tenuta delle richieste dei vini di qualità Doc/Docg.<br />
Calano i prezzi di camere d’albergo e pacchetti vacanza e l’estate 2009 si annuncia meno cara per gli italiani che non si faranno scoraggiare dai venti di crisi. Nei primi mesi dell’anno si è infatti ridotta l’inflazione dei servizi legati al turismo, influenzati dalla riduzione dei flussi del turismo internazionale conseguenti alla brusca frenata dell’economia mondiale. Nonostante le difficoltà del settore, il calo dei prezzi potrebbe cosi attrarre le presenze italiane.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scenari incerti per il 2010</strong><br />
I prossimi mesi vedranno un ulteriore abbassamento dell’inflazione al consumo, che potrebbe arrivare ad azzerarsi nel corso della prossima estate. Si tratta di un esito fisiologico rispetto al percorso determinato dalla correzione dei mercati primari, che in sé non desta particolari preoccupazioni. Superato il punto di minimo, la dinamica dei prezzi tenderà nuovamente a orientarsi verso l’alto, in virtù del venir meno del contributo negativo dei prezzi energetici.<br />
Per l’anno in corso la discesa dell’inflazione continuerà a dare sostegno alla domanda interna, in uno scenario dominato dagli esiti però tuttora incerti rispetto alla profonda recessione internazionale in atto determinata dalla crisi dei mercati finanziari e del credito.<br />
Proprio questo quadro di incertezza sulla crescita induce a non escludere uno scenario deflazionistico sull’orizzonte 2010-2011. Per scongiurare questa ipotesi sarebbe auspicabile scegliere una rinnovata politica industriale che sappia puntare sull’innovazione, sul turismo e sull’ambiente, per favorire un duraturo rilancio della domanda interna.</p>
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