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	<title>News Economia &#187; unioncamere</title>
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	<description>Il vostro blog di informazioni e novità aggiornate in tempo reale sull'economia, borsa italia, finanza online e risparmio</description>
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		<title>Per Unioncamere segnali di ripresa tra aprile e giugno</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 12:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia italia]]></category>
		<category><![CDATA[andamento crisi 2009]]></category>
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Il settore manifatturiero italiano comincia ad evidenziare i primi segnali di miglioramento della situazione economica (a partire dall’export), e’ quanto emerge dalla consueta indagine trimestrale sulle imprese fino a 500 dipendenti appartenenti ai diversi settori manifatturieri, realizzata dal Centro studi Unioncamere. Pur nelle notevoli divaricazioni tra i diversi settori e territori. Le previsioni formulate dagli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il settore manifatturiero italiano comincia ad evidenziare i primi segnali di miglioramento della situazione economica (a partire dall’export), e’ quanto emerge dalla consueta indagine trimestrale sulle imprese fino a 500 dipendenti appartenenti ai diversi settori manifatturieri, realizzata dal Centro studi Unioncamere.<span id="more-1165"></span> Pur nelle notevoli divaricazioni tra i diversi settori e territori. Le previsioni formulate dagli imprenditori, riguardo all’andamento del II trimestre 2009, sono infatti decisamente meno negative di quelle espresse tre mesi fa in merito all’andamento del I trimestre dell’anno. Per il periodo aprile-giugno 2009, il 22% delle imprese prevede una crescita del fatturato rispetto al I trimestre del 2009, mentre il 27% si attende una diminuzione. Il saldo si attesta pertanto a –5 punti percentuali, contro i –25 registrati nelle previsioni del I trimestre. Analogo andamento si rileva nelle previsioni per la produzione (-6 il saldo, contro il –26 del trimestre precedente). In particolare, è sul fronte degli ordinativi esteri che le imprese si mostrano decisamente meno pessimiste rispetto al recente passato: il saldo tra previsioni di aumento e diminuzione è di –4 punti percentuali (sintesi fra il 19% che prevede un aumento e il 23% che si attende una flessione), in decisa risalita rispetto ai –24 punti che hanno contraddistinto le previsioni di inizio anno. Questi risultati possono essere correttamente interpretati sia alla luce della prevedibile esigenza di ricostituzione delle scorte, sia anche nel quadro di un moderato miglioramento del clima di fiducia a livello nazionale e internazionale.</p>
<h4 class="western" style="text-align: justify;">Le previsioni per il secondo trimestre 2009</h4>
<p style="text-align: justify;">Le previsioni più negative contraddistinguono le imprese del Nord-Ovest. In quest’area, il saldo tra attese di crescita e di riduzione della produzione e del fatturato ammonta rispettivamente a –12 e – 13 punti percentuali. Nel Nord-Est, invece, la differenza è pari a –5 e –3. Addirittura migliori sono le previsioni delle imprese del Centro (-2 il saldo relativo alla produzione; 0 quello del fatturato) e di quelle del Mezzogiorno, dove le previsioni si presentano positive (+4 punti percentuali la differenza relativa alla produzione; +8 quella del fatturato).<br />
Numerosi importanti settori dell’industria manifatturiera continuano ad avere prospettive critiche: è il caso delle Industrie dei metalli (-16 e –20 il saldo riguardante le previsioni sulla produzione e sul fatturato); di quelle del Sistema moda (-19 e –15); delle industrie del legno e del mobile (-25 e –21), delle industrie elettriche ed elettroniche (-18 punti percentuali). Sono decisamente più incoraggianti le indicazioni provenienti, invece, dal settore alimentare (+14 i saldi relativi a produzione e fatturato), dalle industrie chimiche e delle materie plastiche (+11 e +8) e dalle Altre Industrie<sup><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><a class="sdfootnoteanc" name="sdfootnote1anc" href="#sdfootnote1sym"><sup>1</sup></a></span></span></sup><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> (+11 e +14 punti percentuali).<br />
Anche per quanto riguarda le esportazioni, l’area che mostra un atteggiamento più cauto si conferma il Nord-Ovest (-12 il saldo tra attese di crescita e di diminuzione degli ordinativi esteri). Ammonta a –2, invece, il saldo tra attese positive e negative per gli ordinativi esteri nel Nord-Est e al Centro, mentre addirittura pari a +11 è la differenza nel Mezzogiorno.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">In questo caso, le previsioni più confortanti riguardano le imprese della Filiera Energia (+28), quelle alimentari (+22) e quelle chimiche (+17).</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">
<h4 class="western" style="text-align: justify;">L’andamento del I trimestre 2009</h4>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">L’industria manifatturiera italiana ha conosciuto nei primi tre mesi del 2009 una fase molto  difficile nella crisi economica internazionale. Gli indicatori della produzione e del fatturato del trimestre appena trascorso, rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, sono infatti  pesantemente negative: -15,5% il dato relativo alla produzione e –14,7% quello riguardante il fatturato.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">L’area più penalizzata appare il Nord-Ovest, dove la congiuntura ha prodotto un calo della produzione pari al 18,9% e del fatturato pari al 18,1%. Appena meno accentuata la flessione nel Nord-Est (-16,6% la produzione e –15,2% il fatturato) e nel Centro (-12,5% la produzione e –12,5% il fatturato). Il Mezzogiorno segna invece una contrazione, decisamente più contenuta: del –5,4% per la produzione e del –5,6% per il fatturato. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">La flessione produttiva ha colpito in maniera particolare l’artigianato (-17,7%) e le piccole imprese con meno di 50 dipendenti (–16,5%); mentre le imprese di medie dimensioni (con oltre 50 dipendenti) hanno registrato perdite solo di poco inferiori (-14,5%). Analoghi i risultati per quanto riguarda il fatturato (-17,7 per l’artigianato, –15,2% per le piccole imprese e –14,3% per le medie).</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">A livello settoriale, l’andamento peggiore viene segnalato dalle Industrie dei metalli ( 28,4% la produzione, -26,6% il fatturato), ma nel complesso, tutti i settori registrano perdite a 2 cifre. Fa eccezione solo il comparto alimentare, che tiene relativamente meglio degli altri: -2,3% l’andamento della produzione nel I trimestre 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008; -1,9% quello del fatturato.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Complessivamente più contenute del previsto appaiono le perdite sui mercati esteri: ammonta infatti a –5,7% il calo delle esportazioni. In questo caso appaiono penalizzate le imprese con oltre 50 dipendenti (-8,8%), mentre tengono meglio le dimensioni d’impresa minori (–1,9%).</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il calo più sensibile del fatturato estero ha interessato il settentrione, con il Nord-Ovest che segna un –6,9% ed il Nord-Est che si attesta a un –6,8%. Per le ragioni del Centro ( 3,4%) e del Sud (-1,0%) la riduzione dell’export appare complessivamente più contenuta.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Anche per le esportazioni le Industrie dei metalli presentano le maggiori difficoltà (-11,6%), seguite da quelle del legno-mobile (-8,7%) e dalle Industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto (-7,8%). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Tiene, invece, il </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><em>made in Italy</em></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"> alimentare, che addirittura chiude il trimestre con un dato di crescita per le vendite all’estero (+0,8%), legato al buon andamento delle imprese di minori dimensioni (+2,7%).</span></span></p>
<div id="sdfootnote1" style="text-align: justify;">
<p class="sdfootnote" align="justify"><a class="sdfootnotesym" name="sdfootnote1sym" href="#sdfootnote1anc"><br />
</a></p>
</div>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">. </span></span></p>
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		<title>Per Unioncamere 200 milioni di risparmio per abolizione libro soci</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 10:48:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[abolizione libro soci 2009]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ andato definitivamente in pensione il Libro Soci e le imprese obbligate alla sua tenuta (circa 800mila tra srl e società consortili a responsabilità limitata), si sono liberate  di un fardello che pesava 200 milioni di euro all’anno in costi di gestione complessiva della sua tenuta e degli adempimenti connessi. Il risparmio è frutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript"><!--
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</script></p><p style="text-align: justify;">E’ andato definitivamente in pensione il Libro Soci e le imprese obbligate alla sua tenuta (circa 800mila tra srl e società consortili a responsabilità limitata), si sono liberate  di un fardello che pesava 200 milioni di euro all’anno in costi di gestione complessiva della sua tenuta e degli adempimenti connessi. Il risparmio è frutto dell’attuazione delle norme di semplificazione introdotte con l’art. 16 del Decreto Legge n.185 del 2008 che, tra l’altro, ha abolito sia l’obbligo di tenuta del Libro Soci, sia l’invio dell’elenco soci alle Camere di Commercio ogniqualvolta il Libro veniva modificato.<span id="more-374"></span><br />
Ma in base ad uno studio realizzato da NetConsulting, i risparmi complessivamente ricavabili dalla piena attuazione del contenuto del DL (tra quelli già acquisiti e quelli potenziali), ammonterebbero a oltre 11,6 miliardi di euro, di cui 11,2 a vantaggio di imprese e intermediari e circa 400 milioni a vantaggio della Pubblica Amministrazione. &#8220;Non solo siamo soddisfatti – ha detto il Presidente di Unioncamere Andrea Mondello &#8211; ma, direi, orgogliosi del lavoro fatto dagli uffici camerali in così poco tempo. Mai come in questo momento una Pubblica Amministrazione più efficiente, rapida e leggera può fare la differenza per sostenere in modo concreto il sistema delle imprese e contribuire fattivamente a modernizzare il Paese. Le tecnologie digitali – ha aggiunto Mondello &#8211; sono un passaggio fondamentale in questo percorso che è soprattutto culturale. Da anni le Camere di Commercio investono per tradurre le tecnologie in risparmi per le imprese, più trasparenza per il mercato e maggiori garanzie per i consumatori. Oggi l’edificio che abbiamo costruito si  allarga e si irrobustisce grazie ad una semplificazione importante, come l’abolizione della tenuta del libro soci. Auspico che al più presto si possano aggiungere altre semplificazioni, dalla portata ben più rilevante in termini di risparmi per le imprese, come l’utilizzo diffuso della Posta elettronica certificata e soprattutto dell’abbandono dell’archiviazione cartacea per tutte le fasi di gestione dei libri e dei documenti amministrativi”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>L’abolizione del Libro Soci </strong>:Dallo scorso 31 marzo, tutte le informazioni sulla compagine societaria delle imprese interessate dal provvedimento sono disponibili direttamente consultando il Registro delle Imprese gestito dalle Camere di Commercio che – attraverso la propria società di informatica, InfoCamere e senza alcun costo per le imprese &#8211; hanno recepito in poco meno di un mese oltre 800mila dichiarazioni inoltrate dalle stesse imprese e, più spesso, dai professionisti a ciò delegati.</p>
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